“We should be happy that it was”, dovremmo essere felici per il fatto che c’è stato. Con queste parole di una tenerezza per lui inconsueta, il pianista e tastierista austriaco Joe Zawinul ricordava qualche anno fa il bassista Jaco Pastorius, tragicamente scomparso nel 1987 a soli 35 anni. Parole che abbiamo scelto per ricordare lo stesso Zawinul in apertura della nuova puntata di The Tinseltown Tracks, a lui interamente dedicata.
Nato a Vienna nel 1932 da una famiglia di umili origini operaie, il piccolo Joe rivela da subito il suo talento musicale muovendo i primi passi su una vecchia fisarmonica cui farà seguito negli anni dell’adolescenza lo studio del pianoforte. Ma è il film “Stormy Weather” del 1943 a farlo appassionare definitivamente al jazz. Una passione che nel 1959 gli vale una borsa di studio per gli Stati Uniti, che gli permetterà di farsi conoscere anche nel circuito musicale newyorkese ottenendo ingaggi importanti con alcuni fra i più noti jazzmen dell’epoca. In particolare sviluppa una stretta collaborazione con il sassofonista Cannonball Adderley nel cui quintetto inizia a sperimentare l’uso del piano elettrico che diventerà negli anni successivi una delle voci principali della sua musica. Una manciata di album a suo nome, intorno alla metà degli anni Sessanta, prepara il suo ingresso nella band di Miles Davis, nel 1968. Un incontro importante per entrambi che definirà la cosiddetta svolta elettrica del trombettista nell’album “In A Silent Way”, intitolato così a partire da una composizione dello stesso Zawinul. I tempi sono dunque maturi per un progetto musicale indipendente, capace di evolvere il linguaggio del jazz facendolo interagire con i molti stimoli cui Zawinul era stato esposto in quegli anni di sperimentazione estrema. Ed è così che, insieme al sassofonista Wayne Shorter, il pianista viennese fa ingresso nel nuovo decennio realizzando un album solo che getta le basi del progetto Weather Report, la band che nel corso degli anni Settanta ridefinirà completamente la nozione di contaminazione musicale portandola ad un livello che tutt’oggi resta inarrivabile. A partire dal 1986, anno dello scioglimento del gruppo, Zawinul prosegue la sua avventura sonora continuando a cercare la bellezza ed il valore dell’esperienza umana nella diversità, in un inarrestabile viaggio fra le culture e le tradizioni extra-Occidentali che sarà poi preso a modello da tutto il successivo movimento World.
E anche la nostra puntata di oggi, in linea con lo spirito zawinuliano, sarà un po’ anomala e nomade rispetto alle precedenti, perché sarà fatta di sola musica, una colonna sonora senza soluzione di continuità e senza parole, che attraverso il suo potere narrativo ci racconterà la storia di quel lungo peregrinare attraverso i suoni del mondo che è stato il nucleo poetico della vita del grande musicista austriaco.
L’appuntamento è per venerdì 1 dicembre alle ore 21, ed in replica domenica 3 dicembre alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.