Fenomeno è chiamato comunemente quell’individuo dotato di talenti straordinari, e fenomenale è l’aggettivo utilizzato per definire il prodotto del suo agire. La sua arte, la sua opera, le sue innovazioni.
Se il più delle volte questi attributi sono usati in modo assolutamente improprio, nel caso del chitarrista e compositore brasiliano Toninho Horta — protagonista della nostra trasmissione odierna — calzano a pennello. Perché Toninho è quello che si suole definire un’autentica forza della natura.
Con un fluire quasi mozartiano, la musica sgorga dalla sua mente in modo torrenziale come l’acqua di una fonte infinita di idee, di invenzione e di bellezza irripetibili.
La sua carriera inizia nella Belo Horizonte dei primi Anni Sessanta come autore di canzoni, ed il suo destino si incrocia in quello stesso periodo con quello di Milton Nascimento con il quale partecipa nel 1967 al II Festival Internazionale della Canzone di Rio de Janeiro, città nella quale finirà per trasferirsi da lì a poco, iniziando a collaborare con molti musicisti della scena locale.
Nel 1972 partecipa alle registrazioni dell’album “Clube da Esquina”, pietra miliare della MPB, e negli anni successivi continua occasionalmente a collaborare con quel collettivo, anche se la sua personalità musicale è troppo anarchica e distinta per poter essere confinata all’interno del gruppo.
Si deve attendere il 1980 per il suo esordio discografico da solista, che avviene con ben due album pubblicati lo stesso anno, “Terra dos Pássaros” e “Toninho Horta”, che consacrano la sua fama anche a livello internazionale e gli valgono una serie di prestigiose partnership accanto a giganti quali Sergio Mendes, Gil Evans, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Keith Jarrett, George Benson, Tom Jobim e Pat Metheny. E proprio quest’ultimo sarà uno dei musicisti più influenzati dallo stile e dal suono di Toninho e per lui scriverà le note di copertina per il primo di una serie di tre grandi dischi destinati al mercato nordamericano, pubblicati su etichetta Polygram per volere di Richard Seidel, suo presidente, fra il 1988 ed il 1992.
Da allora la carriera di Toninho è un incessante ed instancabile peregrinare per il mondo a presentare la propria musica e a realizzare produzioni indipendenti in tandem con artisti di altri Paesi, fra i quali due glorie di casa nostra, il flautista Nicola Stilo ed il chitarrista Antonio Onorato. Da poco è anche uscito l’attesissimo songbook che raccoglie 108 partiture del chitarrista. Una ragione in più per andare a conoscere da vicino la sua musica. Cosa che faremo nell’ottantaseiesima puntata di The Tinseltown Tracks, in onda venerdì 24 novembre alle ore 21, ed in replica domenica 26 novembre alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.