Se c’è un musicista che più di qualunque altro incarna la metamorfosi, la capacità di trasformazione e crescita che è propria del fare arte, quello —o meglio — quella è Joni Mitchell.
Joni Mitchell che incomincia la propria carriera nel 1968, come cantautrice folk, e che nell’arco di quattro lunghi decenni costruisce un universo di suoni talmente unico, ricco, complesso e lirico, che avrà una ricaduta definitiva sul modo futuro di fare musica.
La cantautrice canadese passa infatti attraverso epoche e generi, stabilendo con essi un rapporto a due sensi; da una parte assorbendo e metabolizzando stimoli che quei generi le offrono, dall’altra, restituendo nuove idee che contribuiranno a rinnovare quei generi stessi dai quali aveva attinto.
Le sue incursioni nel jazz, nel rock e nella musica orchestrale, le servono, sì, per concepire un nuovo modo di fare armonia, di scrivere canzoni, di utilizzare lo spazio ed il tempo, di ripensare i giochi di forza fra musica e liriche, ma il prodotto di questa sua ricerca in costante divenire entrerà a far parte dell’immaginario musicale collettivo, e le sue canzoni diventeranno materiali di lavoro per cantanti, jazzisti e orchestratori, indicando nuove possibili strade nell’ambito del songwriting e dell’interpretazione.
E anche il chitarrismo moderno, da sempre appannaggio di virtuosi prevalentemente di sesso maschile, scopre attraverso Joni Mitchell nuove possibilità espressive grazie al suo approccio coloristico allo strumento che, introducendo nozioni come “astrazione” e “decostruzione”, si rifa esplicitamente alla concezione pittorica contemporanea, dato che proprio la pittura è da sempre l’altro suo grande fuoco d’interesse.
Nell’ottantaduesima puntata di The Tinseltown Tracks, ripercorreremo la sua musica osservandone passo a passo l’evoluzione fino a “Shine”, quello che finora è il suo ultimo lavoro discografico, datato 2007.
L’appuntamento è per venerdì 27 ottobre alle ore 21, ed in replica domenica 29 ottobre alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.