TTT - logo 080Si definiscono “un gruppo pop che improvvisa molto e senza cantanti”, sono giovani, simpatici, ottimisti e smart, proprio come il mondo di oggi esige.
Sono la continuazione del jazz-rock degli anni Settanta e della fusion degli anni Ottanta, una sorta di risposta a quel neo-conservatorismo che aveva rimesso il jazz in giacca e cravatta negli anni Novanta, facendogli scimmiottare le gesta dei suoi padri.
Sono gli Snarky Puppy, i cuccioli irriverenti, un collettivo che riunisce a Brooklyn musicisti provenienti dai quattro angoli dell’America, che negli ultimi anni si sono trasformati in un vero e proprio fenomeno musicale e culturale del quale si parla non solo sulla stampa specializzata.
Che cosa li ha resi così popolari? Di sicuro il loro approccio trasversale alla musica, sempre curioso e multi-direzionale, sostenuto da spettacolari performance strumentali che hanno contribuito non poco ad alimentare il loro mito. E poi, naturalmente, quella loro capacità di accostarsi a materiali sonori di diversa provenienza arricchendoli sempre di un cospicuo valore aggiunto, come è avvenuto quando si sono trovati a collaborare con nomi del calibro di David Crosby, Justin Timberlake, Snoop Dogg o Erykah Badu. Senza contare che il marchio Snarky Puppy, grazie ad un’abile strategia di marketing in rete, ha saputo costruire un’identità visiva ben precisa che gli consente di ottenere dal merchandising profitti pari almeno a quelli che derivano dalla vendita dei dischi.
A pensarci bene, si ritrova negli Snarky Puppy qualcosa di molto simile a ciò che caratterizzava, trenta o quarant’anni fa, la musica dei Brecker Brothers, degli Steps Ahead, del Pat Metheny Group, degli Yellowjackets e di tante altre band di crossover il cui lavoro fu stigmatizzato dalla critica dell’epoca, incapace di comprendere il valore di quella rivoluzione. Ma i critici di oggi sono per fortuna gli ascoltatori di ieri, quelli, cioè, che in gioventù avevano visto i loro eroi messi all’indice dai dinosauri, e che pertanto hanno saputo comprendere il valore degli Snarky Puppy riservando loro un’accoglienza decisamente più favorevole.
Se c’è un’unica riserva rispetto alla band newyorkese, sta forse in quella ostentata esuberanza che caratterizza un po’ tutta la sua musica, un’esuberanza che è al tempo stesso la qualità ed il limite della sua proposta, cui manca ancora la capacità di superare il livello epidermico della produzione e della fruizione della musica, per scavare nei suoi sentimenti più complessi e rappresentarne le sfumature.
Ma ogni stagione della vita ha i propri codici e il proprio modo di raccontarsi, e noi, nell’ottantesima puntata di The Tinseltown Tracks andremo ad ascoltare senza pregiudizi tutta l’energia ruggente della gioventù che il progetto Snarky Puppy ci vuole comunicare, senza pretendere nulla di più.
L’appuntamento è per venerdì 13 ottobre alle ore 21, ed in replica domenica 15 ottobre alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.