Stavolta siamo con J.P. BIMENI, profugo di un paese teatro di uno dei peggiori genocidi della storia e rinato nel Vecchio continente come performer nel segno della soul music.
Discendente di una famiglia reale burundese, durante la guerra civile Bimeni abbandona l’Africa sopravvivendo a tre attentati. Ottiene infine lo stato di rifugiato nel Regno Unito, dove la musica gli offre una tregua e gli prospetta un futuro.
L’invito a unirsi a una tribute band di Otis Redding, nel 2013, avvia una lunga gavetta sul circuito underground europeo che lo condurrà, il prossimo 19 luglio, a suonare al Porretta Soul Festival. La madrilena Tucxtone Records gli associa i Black Belts – una formazione spagnola navigata nel blues-con-ritmo senza compromessi – e Bimeni registra con loro “Free Me”, la perfetta coscienza sonora di una vita tra sofferenza e redenzione.

Appuntamento come sempre fissato per le 21.00 di giovedì sera fino alle 22.30. A cura del grande Edoardo Fassio.

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