TTT - logo 079Se il cantautorato è stato (ed è tuttora) la voce narrante dell’America non ufficiale, dei suoi sentimenti più autentici, delle sue inquietudini e delle sue nostalgie, come una sorta di letteratura tascabile in musica, David Crosby ne è stato certamente uno degli autori più rappresentativi ed innovativi. Sin dai suoi esordi con i Byrds, nella prima metà degli anni Sessanta, appare chiaro che la sua concezione musicale non ortodossa, lo porterà a battere strade decisamente meno tradizionali rispetto al mainstream che caratterizza il sound dei suoi colleghi.

Lo si avverte sin dai suoi primi lavori accanto a Graham Nash e Stephen Stills, con i quali darà vita al celebre trio Crosby Stills & Nash, e poi nel suo importantissimo debutto da solista, quell’”If I Could Only Remember My Name” del 1971, che è universalmente riconosciuto come uno degli episodi più alti del songwriting contemporaneo.

Per tutto il corso degli anni Sessanta e Settanta, la carriera di Crosby è dunque caratterizzata da un rapporto stretto con il successo, ma anche con gli effetti collaterali che spesso lo accompagnano. E nel decennio successivo non si fa attendere l’effetto boomerang di una vita vissuta pericolosamente.
La parabola discendente incomincia nel 1982 con un arresto per droga e possesso d’armi illegale, seguito da una serie di problemi di salute di una certa rilevanza che lo allontanano dalle scene fino al 1989, anno del suo ritorno discografico con l’album “Oh Yes I Can”. Poi nel ’93 un’altro disco, realizzato con l’aiuto di Phil Collins, che sarà anche il suo ultimo lavoro per oltre due decenni, ovvero fino al 2014, anno in cui sotto l’eccellente produzione del figlio James Raymond, ritorna alla ribalta con “Croz”.

Nella settantanovesima puntata di The Tinseltown Tracks, sarà proprio quella trilogia — che da “Croz”, passando per “Lighthouse”, si è completata qualche giorno fa con l’uscita di “Sky Trails” — al centro della nostra attenzione. Trilogia che ci farà riscoprire un Crosby prolifico, lucido, ispirato, a volte atipico, che esplora con curiosità direzioni differenti, raggiungendo livelli di lirismo e di perfezione musicale tra i più alti della sua lunghissima carriera.
L’appuntamento è per venerdì 6 ottobre alle ore 21, ed in replica domenica 8 ottobre alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.

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