TTT - logo 073Roger Waters, artista-simbolo delle inquietudini dell’uomo contemporaneo (o per lo meno dell’uomo contemporaneo pensante) sarà il protagonista della nostra trasmissione odierna.
Roger Waters sul quale è già stato detto e scritto di tutto, ma che nonostante i fiumi di parole spesi per raccontarcelo, resta un mistero di vitalità, di forza e di grazia che convivono in curioso equilibrio, forse in virtù della sua peculiare caratteristica di essere sempre uguale a se stesso ed al tempo stesso sempre diverso e poliedrico.
Che cosa ci piace di lui oltre, naturalmente, alla sua voce plastica ed alla sua inconfondibile scrittura? Probabilmente quella sua capacità di coniugare il pensiero all’azione, la poesia alla politica, il molto grande al molto piccolo, cogliendo negli elementi della vita di tutti i giorni il riflesso della storia e del dramma umano.
Se la si osserva nella sua globalità, la sua musica è come un’unica grande canzone che senza soluzione di continuità ci parla della difficoltà del suo autore a relazionarsi con il mondo, e di una vita intera spesa a colmare quel gap, a ricomporre quella frattura e ad abbattere “Il Muro”.
Ed è una costante nella musica di Waters il ricorso a suoni incidentali, alla radio, alla televisione, alla strada, ai rumori del quotidiano e ad oggetti che ciclicamente si infrangono, a testimoniare l’insofferenza, la rabbia ed il desiderio di rompere con le proprie nevrosi e soprattutto con l’ingiustizia che permea questa nostra società.
E poi c’è l’osservazione dell’America. L’America come paradigma di una contemporaneità deviata. Un’America che, esattamente come Wim Wenders, Waters conosce e comprende fin nelle sue dinamiche più sottili, divenendone una delle coscienze critiche più acute pur nella sua condizione di “straniero”.
Nella settantatreesima puntata di The Tinseltown Tracks ripercorreremo alcune tappe che consideriamo essenziali dei suoi ultimi quarant’anni, includendo gli album “The Wall” e “The Final Cut” che, anche se pubblicati a nome dei Pink Floyd, sono di fatto le sue due prime prove solistiche perché ci parlano dei suoi personali tormenti e segnano l’inizio del suo cammino di scoperta del proprio Sé. L’appuntamento è per venerdì 9 giugno alle ore 21, ed in replica domenica 11 giugno alle ore 14, come sempre in compagnia di Massimo Milano.

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