TTT - logo 064Nei vent’anni anni che intercorrono fra il 1970 ed il 1990, il Giappone conosce un boom capitalistico senza precedenti che lo fa entrare a pieno titolo fra le prime tre potenze mondiali. Un miracolo economico che porta il Paese a vivere in una dimensione di iperbolica ricchezza interrotta solo dall’arrivo di una drammatica crisi che fa esplodere quella bolla di illusoria indistruttibilità lasciando nella società nipponica una ferita che per un lungo periodo non si rimarginerà.
Ma nel lasso di tempo in cui prospera, ossia fino almeno alla prima metà degli anni Ottanta, il Giappone celebra la propria condizione di semi-onnipotenza con una serie di riti sociali e di comportamenti estremi che hanno un impatto importante sulla cultura di quel periodo.
Ed anche la musica, da sempre una delle arti maggiormente tenute in considerazione nel paese Sol Levante, riflette quell’epoca di opulenza diventandone in qualche modo la colonna sonora. Il pop nazionale, che nasce in quel complesso e stimolante ambiente metropolitano di Tokyo in cui opera anche l’industria discografica, volge lo sguardo oltreoceano, recupera tutta una serie di miti della cultura musicale nordamericana e li incorpora nella propria tradizione dando vita ad un modo di fare “musica leggera” fondato su una visione esotica e idealizzata dell’Occidente.
Scenari sonori paradisiaci, romantiche storie d’amore urbane, viaggi notturni su bellissime automobili lungo le highway illuminate a giorno della grande città. Una sorta di B-side dello stile di vita losangelino, con qualche soldo in più e un po’ di pragmatismo in meno.
Ma i Giapponesi, come sempre, non si limitano a riprodurre un sound e si spingono ben oltre il mito della endless summer californiana. La loro musica esaspera i caratteri del suono AOR/Westcoast facendolo saturare come i contorni e i colori di un quadro iperrealista. E quando si mette il booster alla realtà è come se la si passasse attraverso una lente deformante che la distorce rendendola paradossalmente surreale. Questo è un po’ l’effetto che si proverà ad ascoltare la musica in programma nella sessantaquattresima puntata di The Tinseltown Tracks. Un’illusione di perfezione e di felicità turbata però dal timore (non dichiarato) che tutto possa infrangersi e svanire da un momento all’altro.
L’appuntamento è per venerdì 7 aprile alle ore 21, con replica domenica 9 aprile alle ore 14, come ogni settimana in compagnia di Massimo Milano.

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