TTT - logo 057Esistono grandi distanze, esistono persone divise da quelle distanze ed esiste una narrazione del sentimento al quale quelle distanze danno vita.
Un sentimento che i brasiliani sono soliti chiamare “saudade”, che è quel misto di malinconia e nostalgia che ritroviamo anche nelle pieghe della cultura nordamericana, sparso fra quei seimila chilometri di storie e pensieri che separano gli esseri umani.
Ed è Jimmy Webb l’autore che a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, giovanissimo, ha saputo raccontare in musica le sensazioni legate alla lontananza ed alla solitudine — non solo quelle fisiche ma anche quelle interiori — meglio di chiunque altro. Insieme a Bacharach, infatti, è stato forse il creatore di canzoni degli ultimi cinquant’anni che ha lasciato il segno più profondo nell’immaginario sonoro collettivo americano, narrando piccole storie quotidiane dietro alle quali spesso si nascondevano grandi stati d’animo, un po’ come accade nella miglior tradizione letteraria contemporanea statunitense.
Webb nasce in Oklahoma nel 1946, nel cuore di quella che si suole chiamare la “Deep America” e cresce in quell’altro grande luogo carico di storia e di tradizioni che è il Texas. Viene avviato agli studi musicali dalla madre, e con la famiglia si trasferisce verso la metà degli anni Sessanta nella California meridionale dove inizia la propria carriera di songwriter scrivendo nel 1966 quella “By The Time I Get To Phoenix” che sarà portata al successo da Johnny Rivers. Da quel momento in poi, una sequenza di hit che verranno consacrati da alcuni dei più celebri cantanti ed attori dell’epoca come Glen Campbell, Richard Harris, The 5th DImension, Thelma Houston, The Supremes, Art Garfunkel, Linda Ronstadt, gli America, Carly Simon e molti altri.
La scrittura di Jimmy Webb possiede una caratteristica che in qualche modo è comune alla maggior parte degli autori che ospitiamo nelle nostre monografie, ossia quella capacità di fare della canzone un microcosmo di invenzione musicale e letteraria, trasformando una forma popolare come la song in un veicolo di sperimentazione di nuove soluzioni armoniche, melodiche e semantiche, mantenendo però sempre un carattere di accessibilità garantito dall’alto contenuto di lirismo del suo modo di comporre.
E proprio questo suo carattere sobrio e al tempo stesso fertile di idee che noi cercheremo di scoprire insieme nella cinquantasettesima puntata di The Tinseltown Tracks, in onda venerdì 3 febbraio alle ore 21, con replica domenica 5 febbraio alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

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