TTT - logo 039Sono passati vent’anni da quel 1 giugno del 1996 in cui Don Grolnick ci ha lasciati prematuramente a soli 48 anni. Il suo è un nome che forse non dirà molto ai più, ma che per coloro che hanno vissuto la trasformazione del jazz a cavallo fra gli anni ’70 e ’80 ha rappresentato un punto di riferimento assoluto per quanto riguarda la contaminazione fra forme musicali e l’elaborazione di un nuovo linguaggio di sintesi.
Pianista, compositore, arrangiatore e produttore, Grolnick ha saputo dare vita ad un modo di scrivere musica capace di incorporare tanto la propria profonda conoscenza dell’idioma jazzistico quanto la passione per il mondo della canzone, filtrando entrambi attraverso un naturale gusto per la dissonanza. Nei suoi temi ritroviamo infatti soluzioni monkiane, ma anche l’intimismo di Bill Evans ed il soul di pianisti meno noti al grande pubblico come Bobby Timmons o Hampton Hawes. Al tempo stesso, come dicevamo, Grolnick non teme di frequentare il mondo del cantautorato. Nel corso della prima parte della sua carriera lavora stabilmente con gli Steely Dan, con Linda Ronstadt e con Carly Simon, e stabilisce con James Taylor, a partire dal 1979, una relazione proficua e duratura che lo porterà a produrre vari album del cantante, evitando sempre di trasformarlo in un crooner che fa il verso ai jazzisti, come va di moda oggi, cercando piuttosto di ampliare il suo vocabolario espressivo con l’introduzione di soluzioni musicali più avanzate.
Sul fronte più strettamente jazzistico, Don Grolnick, dopo ad aver militato nella prima formazione dei Brecker Brothers, è responsabile della nascita — insieme a Mike Manieri e Michael Brecker — degli Steps Ahead, il combo che negli anni ’80 incarna l’unica vera alternativa ai Weather Report e che riporta il jazz ad una dimensione di cantabilità che sembrava perduta, esplorando le possibilità dell’uso dell’improvvisazione e delle tecnologie digitali all’interno della forma canzone.
L’appuntamento con la musica di Don Grolnick è per venerdì 9 settembre, alle ore 21, con replica domenica 11 settembre, alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

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