PorcupineMeat_COVERStavolta siamo con Bobby Rush, che con “Porcupine Meat” si candida al primo Grammy (dopo tre nomination) di una carriera iniziata sessant’anni fa, quando “i musicisti di colore dovevano suonare dietro una tenda, per non turbare il pubblico bianco”, come  racconta lui stesso, tra il tragico e lo strafottente.
L’album è prodotto da Scott Billington e  vi mettono mano parecchi luminari, tra cui Dave Alvin, Joe Bonamassa, Keb’ Mo’ e Vasti Jackson. Registrato a New Orleans, cattura alla perfezione l’arte del campione della Louisiana, fatta di un imprevedibile, scombussolante tradizionalismo.
È una musica a chilometraggio illimitato, ricca di citazioni (da Muddy Waters al Philly Sound), di squarci di armonica e di passaggi autoreferenziali, allusivi e politicamente scorretti. Appuntamento come sempre fissato per le 21.00 di giovedì sera fino alle 22.30. A cura del grande Edoardo Fassio.

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