TTT - logo 034Sessantacinque anni fa, direttamente dalle mani di Leo Fender, nasceva la Telecaster, una delle prime chitarre elettriche solid body, destinata a reinventare il modo di produrre e suonare la sei corde.
Chitarra semplice e spartana da un punto di vista progettuale, tanto che per anni fu definita come un asse da stiro con un posacenere montato al ponte, la Tele (come viene familiarmente chiamata fra gli addetti ai lavori), ha costruito la propria reputazione sul suo suono tagliente e sottile, immediatamente riconoscibile,  ricco di armonici e dotato di quel caratteristico twang, quel risuonare spontaneo che la identifica da subito nel momento in cui viene suonata pulita, senza distorsione ed in arpeggio.
A differenza della sua sorella minore — la più popolare e venduta Stratocaster — nota per la sua duttilità e per quella sua capacità un po’ ruffiana di adattarsi a tutti i contesti, la Tele ha invece fatto adattare tutti i contesti al proprio suono, che in realtà risulta essere ben più ricco di colori di quanto si possa immaginare.
Non a caso ha lasciato il suo segno un po’ in tutti gli ambiti, dal blues (uno dei suoi territori d’elezione) al country, al rock, all’heavy metal, al funk, al reggae, al punk, fino al jazz ed alla musica sperimentale.
Nella trentaquattresima puntata di The Tinseltown Tracks ascolteremo come la Telecaster è stata impiegata ad ampio spettro nella musica degli ultimi decenni.
L’appuntamento è per venerdì 15 luglio, alle ore 21, con replica domenica 17 luglio, alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

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