TTT - logo 033In questo 2016 che sin all’inizio si è rivelato piuttosto crudele nel mondo della musica, si celebrano anche eventi lieti come ad esempio l’ottantesimo compleanno — il prossimo 3 ottobre — del compositore newyorkese Steve Reich. Colui che le enciclopedie indicano pragmaticamente come uno dei padri del minimalismo, e che in realtà ha prodotto un corpus di opere ben più ampio, diversificato ed influente di qualsiasi etichetta che finora gli sia stata appiccicata addosso.
Buona parte della techno più avanzata di oggi probabilmente non esisterebbe senza di lui, così come in sua assenza non avremmo quel livello di elevata progettazione sonora presente in molti dei musicisti di riferimento della scena contemporanea.
Reich è infatti un grande costruttore di architetture ritmico-melodiche, di pattern che nel loro sovrapporsi ed intrecciarsi danno vita a strutture complesse che hanno una ricaduta sul piano armonico tutt’altro che minimale. Tanto che potremmo affermare, senza timore di esagerare, che Steve Reich è il più massimalista fra i minimalisti, in quanto le sue opere sono sempre cariche di un pathos e di un èpos che ne fanno una sorta di rappresentazione musicale della storia umana.
Nella trentatreesima puntata di The Tinseltown Tracks ascolteremo una selezione dei suoi lavori più significativi insieme a qualche esempio di come certi musicisti extra-colti si siano appropriati del suo modus operandi.
L’appuntamento con Steve Reich è per venerdì 8 luglio, alle ore 21, con replica domenica 10 luglio, alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

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