TTT - logo 032Lyle Mays, protagonista della trentaduesima puntata di The Tinseltown Tracks, è senza dubbio uno dei giganti più schivi e discreti nell’ambito del pianismo contemporaneo. La sua storia artistica, com’è noto, è legata in modo indissolubile al Pat Metheny Group del quale è stato parte attiva fino a pochi anni fa, e all’interno del quale ha espresso alcune delle sue più importanti qualità musicali. La sua scelta di abbandonare la band dopo l’album “The Way Up”, ha lasciato, come si poteva immaginare, un vuoto importante che Metheny, a tutt’oggi, non ha saputo ancora colmare nonostante i vari tentativi di riassetto della sua formazione.
Gigante schivo, dicevamo di Mays, perché nonostante la sua fama ha sempre centellinato le sue collaborazioni, curandosi poco del marketing personale, preferendo piuttosto concentrarsi sul lavoro di ideazione e composizione.
Nel suo tocco dinamico, preciso ed elegante è inequivocabile la matrice classica del suo pianismo, così come è sempre stata chiara la sua profonda conoscenza di tutta la letteratura jazzistica, come dimostrato dal suo uso frequente di armonie complesse e di modulazioni spesso imprevedibili.
Mays appartiene a pieno titolo a quella generazione di pianisti post-evansiani, romantici e sensibili, ma a differenza di molti suoi colleghi la rarefazione del suo stile non si è mai trasformata in evanescenza o in effettismo a buon mercato, giacché ogni sua nota è pensata, pesata e necessaria.
Nella puntata odierna ascolteremo alcuni brani tratti dai suoi cinque album da solista (quattro in studio ed uno dal vivo) ed una manciata di sue collaborazione realizzate nel corso degli ultimi anni.
L’appuntamento con la musica di Lyle Mays è per venerdì 1 luglio, alle ore 21, con replica domenica 3 luglio, alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

LA PAGINA DI TTTradioflash.to/programmi/thetinseltowntracks