TTT - logo 031Il 4 ottobre del 1957, l’Unione Sovietica lancia Sputnik 1, il primo satellite artificiale ad essere messo in orbita intorno alla terra. Nei mesi successivi, gli americani — com’era prevedibile — rispondono alla sfida russa lanciando l’Explorer I. E tradizionalmente si suole far coincidere l’inizio dell’era spaziale proprio con questi due eventi che hanno un impatto molto grande sull’immaginario collettivo ed inaugurano un’epoca segnata da un generale clima di ottimismo dovuto al diffondersi del mito positivistico del progresso tecnologico ed economico, ed al senso di eccitazione generale causato alle prime missioni spaziali. Cambia la forma mentis delle persone, si avverte la sensazione che l’orizzonte sia diventato molto più ampio, e l’impatto di tutto questo, ovviamente, si fa sentire anche nella cultura di massa ed in particolare nella musica, dove si assiste alla nascita di un nuovo stile musicale denominato “Space Age Pop”.
Da lì in poi la storia, com’è naturale, segue il suo corso inesorabile fatto di incidenti di percorso e vicende tragiche che incrineranno la tenuta di quell’ottimismo iniziale, ma in qualche modo la mentalità Space Age continuerà a propagarsi per tutti gli anni ’70, fino a buona parte del decennio successivo.
Rivolgere gli occhi al cielo e allo spazio ha significato simbolicamente, per almeno due generazioni, guardare oltre l’apparenza, oltre l’immediatezza del presente, ed ha incarnato un’idea di trascendenza che ai nostri giorni non esiste più.
Proprio questo sentimento intriso di fiducia nelle potenzialità dell’esistenza è ciò che cercheremo di rievocare nei suoni che ascolteremo nella terza puntata di The Tinseltown Tracks.
L’appuntamento è per venerdì 24 giugno, alle ore 21, con replica domenica 26 giugno, alle ore 14, sempre in compagnia di Massimo Milano.

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