TTT - logo 017Parlare di Laura Nyro significa innanzitutto fare i conti con una di quelle classiche contraddizioni insolubili che spesso caratterizzano il mondo della musica.
Vuol dire celebrare una cantautrice unica per originalità e personalità, e al tempo stesso prendere atto del fatto che né il mercato né il pubblico hanno mai compreso appieno il peso specifico del suo lavoro.
Lavoro che, al contrario, è stato fonte di ispirazione per moltissimi songwriter contemporanei, da Todd Rundgren a Suzanne Vega, passando per Donald Fagen, Joni Mitchell, Rickie Lee Jones, Carole King e Elton John, che le hanno sempre riconosciuto un’influenza molto grande sulla loro musica.
Laura Nyro nasce nel 1947 nel Bronx, da una famiglia ebrea di origini russe, italiane e polacche. Cresce nella New York degli anni ’50, immersa nei suoni che all’epoca erano più di moda, come il doo wop, ma esposta in egual misura anche al jazz ed al soul, che abbinati al clima multiculturale del suo quartiere fanno maturare in lei un modo totalmente differente di scrivere canzoni, introducendovi un senso nuovo dell’armonia, caratterizzato da accordi molto aperti e da modulazioni imprevedibili.
Architetture sonore complesse che Laura concepisce e suona al piano con grande padronanza tecnica, pur ignorando completamente la lettura e la scrittura musicale. Altro tratto caratteristico di Laura Nyro, la sua voce, capace di escursioni repentine che la fanno passare dal sussurro a registri acutissimi in pochi istanti. Un modo di cantare unico ed immediatamente riconoscibile, che però è stato forse anche l’elemento che ha reso meno immediata la fruizione della sua musica al grande pubblico, che l’ha sempre frequentata con una certa qual diffidenza fino alla sua prematura scomparsa, l’8 aprile del 1997.
C’è nella poetica di Laura Nyro un dualismo marcato fra innocenza e maturità, che si traduce in una sorta di dolcezza anarchica, tipica degli spiriti indomabili, che alterna momenti di intimismo e di lirismo ad affondi taglienti nella crudezza della realtà. Spesso, al centro della sua narrazione troviamo la città di New York, raccontata come un microcosmo che sembra contenere in sé il mondo intero, e che diventa teatro di amori, di riflessioni sull’esistenza, sulla natura e sul senso stesso delle cose.
A questa straordinaria cantautrice sarà dedicata la diciassettesima puntata di The Tinseltown Tracks — curata come sempre da Massimo Milano — venerdì 11 marzo, alle ore 21, con replica domenica 13 marzo, alle ore 14.

LA PAGINA DI TTTradioflash.to/programmi/thetinseltowntracks