80tagdi Bob Givingod Che effetto strano tornare in radio dopo ben 12 anni. Si prova in prima persona lo stupore di un qualcosa che ritorna e che ormai sembrava archiviato nell’armadio più bello del cuore, nei discorsi farciti di “ti ricordi…” e di “e quella volta che…”. La sensazione di quando riapre un locale in cui ci siamo divertiti tanti anni fa e che aveva chiuso i battenti apparentemente senza speranza di recupero; di quando torna un personaggio in una serie tv che credevamo morto o di quando addirittura a distanza di anni torna la continuazione di una serie tv o di una saga.
E allora tutto è emozionante: si rimette in moto un mondo fatto di processi di preparazione del programma, di luoghi, suoni e registri da adottare. In 12 anni il mondo cambia come sono cambiato io e come è cambiata la radio, e quindi un po’ cambierà il mio modo di proporre la scaletta. In questi 12 anni ho pensato alla radio ogni giorno e specialmente durante i tragitti in auto in mezzo al traffico o su strade libere il mio cervello partiva, con la scintilla del brano giusto al momento giusto nell’autoradio o anche solo da una parte di esso: il giro di basso che non avevi mai sentito così figo o il passaggio di accordi che in quel momento ti rende un supereroe. Tutto ciò da un Overture di Rossini o dalla sigla di Gundam, senza distinzione. Perché la benzina delle emozioni, in certi momenti, si traveste come vuole. Io mi immedesimerò in tutti voi, ascoltatori, in un momento della giornata in cui avrò l’onore di essere il benzinaio che tira fuori il propellente da quella grande festa in maschera che sono stati gli anni’80 per offrirvelo a piene mani. Perché in quel momento della giornata c’è bisogno di star bene e c’è bisogno di essere un po’ supereroi…

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