MaurizioRussodi Dario Castelletti Non l’abbiamo quasi mai chiamato Maurizio, a volte Mauri, direi sempre Mauzed (a me capitava qualche volta di abbreviare il suo nome da dj in Mauz). Mi sembra ancora di sentirlo quel nome nei nostri studi. Siamo stati compagni di radio per quasi 5 anni. Maurizio ha trasmesso su Radio Flash dal 1998 al 2002, negli anni di passaggio dalla sede di Via Viotti a quella attuale in Via Bossoli, firmando due programmi su tutti: Kilowatt e Flash Room (quest’ultimo con il suo grande amico Marco Lamagna, l’indimenticabile Anfrthy). Poi prese altre strade, come la direzione artistica del ‘Suono’, dopo essere passato brevemente a Radio Rai come regista e ad MTV come autore. Ora la sua vita personale e professionale era a Roma, come CEO & Head Promoter di 4irls. Prima, dopo e in mezzo a tutto questo ovviamente una marea di altre attività…
Non so neanche perché sto ripercorrendo alcune tappe della sua carriera nel mondo della musica, o forse lo so: Maurizio Russo era instancabile, faceva un sacco di cose, anche in radio l’idea che gli era appena balenata nel cervello era subito sostituita da un’altra ipotesi, da un altro progetto, da un altro sogno. Credo che le sue origini siciliane, napoletane e romane (tra l’altro era nato per caso a Gorizia) e il fatto di aver fin da piccolo girato il mondo per seguire il padre (di professione diplomatico) abbiano contribuito a renderlo così desideroso di sperimentare strade nuove, di mettersi alla prova con tanti progetti diversi.
Non ci sentivamo più da tempo come capita a tutti quando le strade professionali ci portano lontano gli uni dagli altri, però ogni volta che capitava di ripensarlo o di citarlo in radio apparivano sempre sorrisi. Mauri aveva una capicità innata di descrivere in modo assurdo, ma paradossalmente aderente alla realtà, ciò che succedeva intorno. Per rendere l’idea: l’11 settembre 2001 (non una data come un’altra), stava per entrare in onda quando il primo aereo si schiantava sulle Torri Gemelle. Io ero in redazione, neanche il tempo di entrare in regia per dirgli di interropere tutto (dovevamo decidere cosa fare, come andare in onda, cosa dire, insomma organizzarci) che lui uscendo dalla diretta mi dice: “…a Dà ce stà n’aereo dentro un palazzo a New York!!!”
Maurizio se n’è andato per la sua strada. Una strada solitaria.
Permetteteci di ricordarlo con queste poche parole, ma con grande affetto e con il sorriso: perché, nonostante tutto, è quello che ho in questo momento mentre scrivo, lo stesso che ci ha sempre strappato con le sue trasmissioni e con la sua inesauribile energia.

Ciao Mauz, ti vogliamo bene.

Con tutto l’affetto possibile, la tua radio.

p.s. Quando ci siamo sentiti l’ultima volta mi sono dimenticato di dirti una cosa: ti ricordi quei tramezzini del Cristal? Ti ricordi quanti ne abbiamo mangiati con Luca e Bob? Ma soprattutto, ti ricordi quanti ne abbiamo messi sul conto di Maurino?

Ciao amico, Kilowatt nell’aria…