Lov_6di Dario Castelletti
Questa è una fulgida rappresentazione dell’inadeguatezza di molta parte dell’informazione contemporanea di fronte alla complessità dei sistemi che si trova a dover raccontare, commentare, coprire. La Vanchiglia Lov Night 2014 si è chiusa con uno strascico di polemica e di conseguente amarezza (soprattutto da parte degli organizzatori immaginiamo facilmente), perché all’indomani della manifestazione compariva su La Repubblica Torino una fotogallery diciamo impietosa: bottiglie ovunque, Piazza Santa Giulia ridotta ad un tappeto di rifiuti di ogni genere, cestini stracolmi e quant’altro. Da quanto si evince dalle scarse didascalie a disposizione, le fotografie dovrebbero essere di una lettrice del giornale, ad ogni modo ciò che importa è che l’immagine che se ne ricava della Lov Night è quella del solito coacervo di chupiti e birra conditi da musica a tutto volume. Dicevo che la fotogallery è impietosa e certamente le immagini non possono essere smentite, per altro io stesso ho fatto un giro di buon ora da quelle parti e il quadro non era certamente quello del centro di Losanna. Dicevo però del concetto di “complessità”: in un mondo dell’informazione che sforna contenuti ogni nanosecondo, accecato dalla necessità di fare contatti, like, condivisioni, cuoricini, asterischi, teschietti e chi più ne ha più ne metta (nemmeno La Repubblica è esente da questa tendenza purtroppo), Radio Flash si pone come un “non luogo”, nel senso che noi invece vogliamo prenderci tempo, vogliamo dare spazio a chi ne ha bisogno per spiegare la complessità appunto, scientemente scegliamo qualche like in meno e qualche ragionamento in più. In questo caso gli interlocutori bisognosi di tempo e spazio erano i Lovers ed è così che abbiamo sentito Michele Berghelli (Presidente del Comitato Vanchiglia Open Lab) per fare chiarezza sulla questione, per permettere a chi da anni si autotassa per regalare contenuti e futuro al proprio quartiere e alla propria città, di intervenire sul punto. Certo, una riflessione sulle modalità di rappresentazione o autorappresentazione dei comitati organizzatori in casi come questi credo sia d’obbligo, nel senso che se la posta in palio è raccontare se stessi allora forse bisogna fare di tutto affinchè la propria storia non venga inquinata e questo è l’unico appunto che mi sento di fare ai Lovers.
Per il resto no, non credo che quel tappeto di rifiuti e bottiglie sia la Lov Night che per altro Radio Flash ha avuto la fortuna di raccontare in diretta per ben 4 edizioni e quindi, visto che conducevo io stesso quelle dirette, sappiamo bene che qualità di contenuti e presupposti ci sono dietro alla manifestazione.
A chi ha ritenuto, a torto, un attacco all’evento la mia volontà di mettere le mani dentro questa complessità, dico che questo è il motivo per il quale l’informazione nel nostro paese è così in crisi, perchè siete vittime dei soliti canoni stilistici e quindi confrontarsi su un tema spinoso (anche magari avendo posizioni critiche su alcuni punti) equivale ad attaccare tizio, caio o sempronio. La prossima volta che vi sbattono nell’ennesima fotogallery raccogli click la vostra manifestazione del cuore però, non lamentatevi più, non arrabbiatevi e non protestate perchè state accettando il modello per il quale ciò che conta è sparare ovunque il contenuto, chi se ne frega del perchè e per come, l’importante è fare contatti, l’importante è produrre, l’importante è postare. Altra cosa: perché la fotogallery piena di selfie e di bicchieri alzati, e qui non mi sto riferendo alla Lov Night sto allargando il discorso, va bene e quella in cui si denuncia la disfunzione di turno no? Questo è un altro tema sul piatto dell’informazione, ma mi rendo conto che rischiamo di uscire troppo dalla questione. Ne riparleremo un’altra volta.
Un’ultima cosa ve la dico però: se invece vi andasse di cambiare anche solo un po’ le cose, magari cliccate su qualche immagine in meno, condividete qualche boiata in meno prodotta dai siti dei maggiori quotidiani del nostro paese e del mondo e accendete qualche radio in più, se poi dovesse essere Flash meglio ancora…

QUI l’intervista a Michele Berghelli durante Flash Town, con le spiegazioni di come sono andate le cose, del fatto che l’Amiat è intervenuta quantomeno discutibilmente e molto altro ancora.