DidoGuerrieridi Dario Castelletti
Questa è una bella notizia. Il Professore del basket sabaudo (scomparso nel febbraio scorso) ha una curva. La curva del Palazzetto dell Sport, per i torinesi DOC semplicemente il Palazzetto. Dentro Parco Ruffini Dido ha insegnato basket a generazioni di campioni, suoi e avversari, e a generazioni di appassionati e tifosi, anche in questo caso suoi e avversari. Da giovedì 31 ottobre i Rude Boys (a loro appartiene questa bellissima idea) scandiranno cori e daranno tutto il loro supporto alla Pms Manital dalla Guerrieri. L’intitolazione è avvenuta alla presenza della moglie Fosca e di tre dei “suoi” ex ragazzi: Alessandro “Picchio” Abbio, Carlo Della Valle e Stefano Vidili, subito dopo la partita della Pms contro Forlì. Vinta per 99 a 94!
Ho passato tanti anni dentro il Palazzetto. Ho gioito, ma mi sono anche incazzato come una bestia. Su tutte quelle 3 semifinali consecutive contro la Milano di Peterson, purtroppo perse ma giocate da eroi. Però quello che mi è rimasto di più dentro, insomma la grande eredità che Dido ha lasciato a tutti gli appassionati di pallacanestro torinesi e italiani, è la rappresentazione stessa della fluidità applicata al basket: Dido amava un basket veloce, spettacolare, divertente, ma mai fine a se stesso. C’era sempre la funzionalità ad accompagnare la fluidità, quei contropiede marchio di fabbrica di un coach che vedeva avanti mi sembra ancora di rivederli mentre che scrivo. Mi emoziona parlare di Dido perché sono stati anni intensi quelli della Berloni, dove tutto sembrava avere dei contorni netti, delineati. Il rosso di Milano contro il Giallo di Torino, gli spalti con tante giacche a vento, ma anche tanti cappotti di cammello, le bambine con il colletto ricamato e le signore con le spalline sotto dei capelli esageratamente vaporosi. Il custode dell’impianto, Canzio, con il suo cane Paperino. E poi la squadra, le urla di quella curva e le esplosioni quando Morandotti o Della Valle portavano a termine una penetrazione. Scott May che da il cinque a mio padre rientrando negli spogliatoi…
Io li guardavo da bordo campo, orgoglioso nella mia divisa delle giovanili dell’Auxilium, giocare veloci e imprevedibili un basket meraviglioso grazie a quel grande signore davanti alla panchina.

Ben tornato al Palazzetto Dido…