…nella puntata di venerdì 23 novembre Dario Castelletti dedicherà quasi tutto il programma ai Murazzi. I motivi sono moltissimi, ci sarà quindi bisogno di un bel po’ di tempo per sviscerarli. Saranno ospiti in studio: Francesco Radomski (addetto alla sicurezza) e Enrico Melis (che tra l’altro è fra coloro che si è occupato di curare la pagina SALVARE I MURAZZI su Facebook) dj del Puddu Bar e idealmente tanti altri lavoratori dei tanti locali che compongono il panorama delle arcate…
La vicenda Murazzi è controversa: come spesso accade chi vive a vario titolo luoghi e situazioni al centro delle polemiche cittadine e non solo, non ha poi mai diritto di parola per spiegare dall’interno cosa succede davvero in questo o quel contesto. A Flash Town ci siamo dati il compito di seguire ritmi e cambiamenti della città e di farlo anche attraverso la voce di chi è Torino I social network dopo le chiusure degli ultimi giorni traboccano di gruppi, pagine, iniziative per tenere bello acceso un faro sulla questione come era facilmente prevedibile. Riportiamo il testo dell’evento che sta girando su Facebook per circoscrivere ancora meglio il campo nel quale ci muoveremo domani:

Sabato 24 Novembre ci troviamo tutti ai Murazzi per celebrarne il funerale (ironico ovviamente!).
La manifestazione partirà alle 15 dall’imbarco dei battelli (vicino a Giancarlo) e attraverserà il lungofiume portando le esequie ai locali nei quali in questi anni abbiamo ascoltato, ballato, amato, bevuto e conosciuto nuovi amici. Il corteo proseguirà poi lungo piazza Vittorio e via Po, per arrivare in piazza Castello davanti alla Prefettura.
Potete portare con voi dei fiori o una foto delle tante scattate nei momenti più belli passati in riva al Po, noi stiamo pensando alla bara!
Gradito l’abito scuro.
Lasciate a casa ogni atteggiamento negativo, sarà una festa!
Suonerà per noi e per i Murazzi la Banda degli 88 Folli.
I MURAZZI SONO MORTI, LUNGA VITA AI MURAZZI!
Siamo baristi, musicisti, djs e semplici frequentatori dei Murazzi. Manifestiamo contro le recenti misure che hanno colpito indiscriminatamente una realtà che per vivere ha bisogno di regole specifiche, non di repressione generalizzata.
Oltre trent’anni fa il comune di Torino immaginò un nuovo futuro per le arcate sul Po che i pescatori utilizzavano come magazzini. Distribuì concessioni per aprire dei locali al fine di strappare un luogo di rara bellezza architettonica dall’abbandono.
Da allora i Murazzi del Po sono diventati il centro pulsante della città: luogo di aggregazione per moltissimi giovani delle più diverse origini ed estrazioni sociali, sede di locali e centri sociali che hanno portato sotto l’asfalto generazioni di artisti nazionali e internazionali, trampolino per musicisti e dj torinesi.
Nato come soluzione, cresciuto in reputazione ben oltre i confini cittadini, oggi il microcosmo dei Murazzi viene a sua volta indicato come un problema. Strumentalizzando problemi reali, alcuni affermano che il mondo nato e cresciuto nei Murazzi fino ad oggi sia vecchio e debba cedere il passo.
Noi la pensiamo diversamente. Crediamo che i problemi, molti e diversi tra loro, possano essere risolti senza uccidere il paziente -che è ancora giovane e pieno di risorse. Crediamo che i Murazzi abbiano bisogno di regole chiare ed efficaci e che proprio per questo sia indispensabile un progetto condiviso che coinvolga tutti i soggetti interessati. Non è possibile accettare che problemi complessi vengano sottratti alla concertazione e relegati alla sfera giudiziaria.
In una città che ha deciso di rilanciarsi puntando sulla conoscenza e sui giovani, i Murazzi rimangono parte della soluzione, ed è in questa prospettiva che dobbiamo imparare a gestirli e valorizzarli.

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