Torino blindata per la visita del Presidente della Repubblica…dopo i servizi e i collegamenti realizzati da Gianluca Gobbi in network durante tutta la giornata, che cosa resta della visita del Presidente della Repubblica in una Torino blindata?
di Gianluca Gobbi
Ad un anno di distanza dal bagno di folla che aveva segnato l’inizio delle celebrazioni del Centocinquantenario dell’unità d’Italia, il Capo dello Stato è tornato a Torino.
Non ha trovato sole e una piazza gremita e festante ma pioggia e solo qualche applauso da parte degli allievi della scuola elementare “Francesco d’Assisi”, che lo hanno accolto intonando l’inno di Mameli dopo aver provato più volte incuranti del freddo. Il timore di contestazioni da parte dei No Tav ha spinto i vertici delle forze di polizia a rendere inaccessibile piazza Castello a chi fosse privo di “pass” per il convegno organizzato dal Csm a Palazzo Madama allo scopo di ricordare l’apporto della magistratura all’unità nazionale. Non sono mancate le lamentele dei fruitori dei mezzi pubblici, alle prese con cambiamenti di percorso non annunciati per tempo.
Quanto ai No Tav, alcune decine di militanti si sono presentate in via Po per esprimere la loro contrarietà alla decisione di Giorgio Napolitano di non ricevere i sindaci valsusini e il presidente della Comunità montana Sandro Plano. Un’amarezza tramutatasi in rabbia, quando hanno appreso che Turi Vaccaro, il pacifista che ieri si era arrampicato sul traliccio da cui era caduto Luca Abbà, è stato portato in Questura. Gli sono stati notificati il fermo preventivo e il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno per un anno in sette comuni valsusini: misura definita dal movimento “una provocazione bella e buona che denota il pugno di ferro che intende tenere la Questura torinese, intimidendo persino Turi, che è noto per il coraggio e per le sue azioni non violente. Turi si trovava al Centro Studi Sereno Regis, dove ieri sera si è tenuta la riunione organizzativa per uno sciopero della fame collettivo contro il Tav”.